Afghanistan: donne al guinzaglio

Afghanista fotoI talebani sono definiti integralisti islamici, membri di un’organizzazione politico-militare che ha imposto la Legge Coranica in Afghanistan, dove sono stati al potere dal 1996 al 2001.

Il termine “talebano” è nato nelle scuole islamiche intorno agli anni ‘90 dalla parola “talib”, che, in arabo, significa “cercatore di conoscenza”.

Nel 2021, i talebani sono tornati a imporre un regime autoritario in Afghanistan, nonostante la loro iniziale promessa di una nuova politica moderata. 

Tra il 2001 e il 2021, grazie al sostegno internazionale, l’iscrizione delle ragazze nella scuola primaria afghana era salita a oltre l’80%, partendo da praticamente zero all’inizio del XXI secolo.

Le donne sono però nuovamente trattate come schiave. Un qualsiasi animale è definibile più libero e dignitoso di loro. Poco tempo fa è stato loro rimosso totalmente il diritto all’istruzione. Una vergogna. Uno scandalo difficile da narrare. E’ stata loro privata la possibilità di studiare a casa, di frequentare salotti di lettura e, persino, di girare con qualche centimetro di volto scoperto. Dal ritorno al potere dei talebani nell’agosto 2021, almeno 1,4 milioni di ragazze sono state deliberatamente private dell’istruzione secondaria.

Come si fa a ritenere che vivere ingabbiati dagli ideali di bruti estremisti possa essere una “scelta”? Anche solo dover soffocare la propria persona al di sotto di un oscuro velo è per noi un’enorme forma di costrizione. Questa non è libertà di scelta, ma uno sfregio agli anni di lotta diffusisi in gran parte del mondo per la difesa dei diritti umani. Ammettendo che più si studia più ci si fa domande, si può fermamente ritenere l’istruzione essere  una delle forme di libertà più importanti. E questo non per un lavoro futuro, e neanche per il gran dio Denaro, ma per comprendere: comprendere la storia, proteggersi da eventi futuri, risolvere problematiche presenti. Se non si conosce, non si capisce e se non si capisce, non si agisce. 

Le bambine hanno un futuro coperto esattamente come il loro volto.

Future dottoresse, infermiere, giornaliste sono ingabbiate in una società stagnante in cui è stato tolto il diritto all’immaginazione. Senza immaginazione, senza sogni non c’è cambiamento. Metà delle persone del paese sono vittime dei soprusi degli uomini: soffrono violenza domestica, camminano con il guinzaglio tre passi dietro ai mariti, e non si azzardano a fiatare o a controbattere.

Quante volte ci si lamenta di dover andare a scuola, di studiare e si danno per scontati i vari viaggi d’istruzione che si fanno? Forse non ci si è mai accorti della fortuna che si ha rispetto a persone che sono private anche solo della possibilità di avere un passaporto. Se non si conosce il mondo, anche banalmente dalle pagine di un libro, non si spegne solo  la mente, ma il futuro.  E quanto ho scritto, non dovrebbe preoccupare solo l’Afghanistan, ma tutto il mondo.

Lucia Tortorella

di admin

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