Torino, 27 marzo, ore 18.
Inizia la XII edizione della Notte Nazionale dei Licei Classici al Convitto.
Una serata pervasa da un’atmosfera emozionante e piena di giovani che rappresentano la cultura classica in tutte le sue forme: letteratura, arte, musica e teatro.
Tema di quest’anno: Homo sum.
Subito in apertura, dopo il momento dei saluti istituzionali, l’ospite della serata: Simone Arcagni, docente della IULM di Milano e autore del libro L’algoritmo di Babele.
Il suo affascinante racconto della storia dell’intelligenza artificiale attraverso miti e storie di epoche diverse è stato seguito dalle domande preparate dalla nostra redazione e le risposte hanno sicuramente colpito per originalità e curiosità.
Sul palcoscenico, poi, i protagonisti assoluti sono stati gli studenti. I ragazzi sono entrati in scena con Notturno in do diesis minore di Chopin per poi proseguire con la rappresentazione de Le Troiane di Euripide e con la presentazione di una mostra fotografica, puntualmente allestita di fronte dall’Aula Magna.
Alle 20, la pausa e il ricco buffet offerto dalla scuola, per poi rituffarsi nelle esibizioni previste per la seconda parte della serata.
La ripresa è subito caratterizzata dall’emozionante Valse di Amelie, seguito dal progetto di Click China, quando gli studenti della sezione cinese hanno presentato le molte possibilità interculturali proposte dalla scuola.
Spazio poi ad altre performance avvincenti: Humanitas, Incoscienti Giovani di Achille Lauro, La prima Egloga di Virgilio e Bohemian Rhapsody dei Queen, un conflitto rock tra desiderio di vivere e disperazione, il nichilismo di Freddy Mercury e il suo tormentato patto con il diavolo raccontati dalle note di piano e violino che hanno inebriato il pubblico La platea è infatti rimasta sbalordita dalla bravura di tutti i protagonisti sul palco.
Dopo i Queen, la sua rappresentazione di Specchio d’inferno: l’uomo e le sue colpe e il primo stasimo dell’ Antigone di Sofocle, per poi proseguire con l’altrettanto coinvolgente lettura di un estratto de Les Essais di Montaigne.
La notte dei Licei Classici si è chiusa con le ultime tre emozionanti esibizioni. La Lettera a Francesco Petrarca, scritta dalla stessa allieva che subito dopo ha incantato con una versione per piano e voce di Who wants to live forever (con ancora i Queen in sottofondo). Notevole pensare a come i poeti possano riscaldare la freddezza della vita e abbracciare in tiepide consolazioni, tanto da desiderare di dedicar loro uno scritto e provare a dialogarci a distanza di secoli.
Poi la lettura dell’Homo sum di Terenzio, il celebre passo de “Il punitore di se stesso” che dà il titolo all’intera serata, e infine il terzo canto orfico tradotto da Ricciardelli.
La Notte dei licei classici si conclude con una standing ovation per tutti i protagonisti e trasmette, ancora una volta, la consapevolezza dell’importanza di conoscere. Una consapevolezza spesso trascurata, ma che regala una vita libera dalle troppe persuasioni.
A rappresentare il tema Homo sum, infatti, non sono stati solo i personaggi, ma le persone, i nostri studenti. Quei volti spesso pervasi dalla paura del giudizio, dall’ansia di sbagliare di fronte ad amici, professori, genitori e che hanno fatto comprendere che dietro a ogni maschera, in fondo, si nasconde, l’homo sum: l’essere umani. E, tanto per rimanere in tema: le classi che hanno animato la serata hanno portato sul palco studenti di tutti i nostri indirizzi, e non solo quelli impegnati a tradurre costantemente dal greco e dal latino; insomma è stata una festa di tutta la scuola, non solo dei classici.
Lucia Tortorella